2007-10-24 21:27
Undicenne trovato impiccato in cantina casa da fratellino
In provincia di Vicenza, possibile suicidio
(ANSA) - VICENZA, 24 OTT - Un ragazzino di 11 anni di Campiglia dei Berici, nel vicentino, e’ stato trovato impiccato nella cantina della sua abitazione. A fare la scoperta e’ stato il fratellino piu’ piccolo, che era andato a cercarlo non vedendolo risalire in casa. I primi rilievi compiuti dai Carabinieri sembrerebbero accreditare l’ipotesi che il ragazzino, che ha tre fratelli, si sia tolto la vita. Nessun biglietto, a quanto si e’ appreso, spiegherebbe le ragioni del gesto. L’unica ipotesi al momento presa in considerazione dagli investigatori e’ che il piccolo fosse da qualche tempo ossessionato dalle parole di alcuni amichetti, che lo prendevano in giro per le sue orecchie a sventola. I militari non escludono neppure, oltre ad un gesto autolesionistico, anche l’ipotesi che il ragazzino possa essere morto in un gioco con i fratellini finito in tragedia. Per cercare di delineare almeno i contorni frammentari della vicenda gli investigatori hanno gia’ sentito nel pomeriggio una delle insegnanti della scuola frequentata dal ragazzino, allo scopo di capire se vi fossero nella giovane vittima motivi di disagio.(ANSA).
CRONACA
Torino, il ragazzo dallo scorso anno era tormentato dai compagni di scuola
La preside: “Ci eravamo accorti del disagio ed eravamo intervenuti subito”
Sedicenne si uccide, dicevano che era gay
La madre: “Perché lo hanno trattato così?”
“Era il più bravo della classe, lo perseguitavano anche per quello”
Lo chiamavano Jonathan, come un personaggio del Grande Fratello
TORINO - “Perché me lo hanno trattato così? Non aveva fatto niente di male, era un essere umano come tutti loro”. La signora Priscilla non riesce a darsi pace per la morte del figlio sedicenne: martedì scorso si è tolto la vita gettandosi dalla finestra della sua abitazione, al quarto piano di un’abitazione di Torino. Piange spiegando che suo figlio M. non sopportava più di sentirsi emarginato e insultato dai compagni di scuola che continuavano a ripetergli “sei gay, ti piacciono i ragazzi”. Ne aveva anche parlato con la preside, ma non era cambiato nulla.
M.P., 16 anni, frequentava l’istituto tecnico Sommeiller, considerato uno dei più prestigiosi di Torino. Dallo scorso anno scolastico era stato preso di mira dagli altri ragazzi che per deriderlo lo apostrofavano con il nome di Jonathan, come uno dei personaggi del Grande Fratello televisivo indicato come omosessuale. E così martedì scorso M.P. ha deciso di farla finita. Prima di gettarsi nel vuoto ha lasciato due biglietti, ora in mano ai carabinieri, dai quali si è appreso che in uno chiede scusa ai genitori, nell’altro traccia le motivazioni del suo gesto. “A scuola - è il senso del messaggio - non mi accettano perché mi vedono come uno diverso da loro. Non mi sento integrato”.
“Lunedì - racconta la madre - è tornato a casa dicendo di sentirsi molto stanco e molto triste. Voleva andare subito a dormire. La mattina dopo sarebbe dovuto andare a lezione, ma mi aveva chiesto di stare a casa per studiare e riposarsi. Sono uscita e dopo un po’ mi ha chiamato mio figlio maggiore, raccontandomi quanto era successo”.
(5 aprile 2007)
repubblica.it
ROMA 24-07-04 - Aveva appena compiuto 18 anni, e già da tempo meditava di togliersi la vita. Oggi, verso le 13, si è sparato un colpo di pistola alla testa. Prima F.L. ha girato una videocassetta nella quale ha spiegato i motivi che lo hanno portato a uccidersi.
Con calma, lucidità e freddezza, si è ripreso con la sua videocamera digitale e rivolgendosi ai suoi amici ha annunciato che si sarebbe tolto la vita. “Voglio farla finita con questa pistola. Ho le mie ragioni per fare questo”.
Il video è stato lasciato dallo stesso ragazzo, questa mattina, ai genitori del suo migliore amico. Appena vista la cassetta, il giovane ha avvertito i carabinieri che sono andati nell’appartamento di viale Vittoria, a Ostia, dove F.L. viveva con i suoi genitori. Quando sono arrivati sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane.
Un gesto premeditato, come dimostra il video-testamento girato nella sua stanza da letto, con tutta probabilità questa mattina molto presto. Il giovane, al secondo anno del liceo classico, ha pensato a ogni dettaglio: si riprende in primo piano mentre dice le cose più importanti, poi in una scena più ampia mostra agli amici i “vari pacchetti” che confeziona per loro come “ricordo”. Dentro a ognuno di questi pacchi ha messo qualche pezzo delle sue “collezioni di armi bianche”, e cioè coltelli, taglierini e pugnali che comprava in viaggio, oltre ai “pezzi rari di Zippo”, piccoli accendini che collezionava da anni.
Nei venti minuti del video, che definisce “un’eredità per gli amici”, F.L. in tuta, con una maglietta nera e le scarpe da ginnastica, spiega con parole profonde, appropriate, in tre motivi, perché è arrivato all’idea della morte come “rimedio alle sofferenze”. Il giovane spiega che “finalmente arrivato a diciotto anni può decidere come morire”. Avrebbe infatti aspettato di essere maggiorenne per richiedere il porto d’armi e comprarsi una pistola.
In un discorso lucido, determinato e a tratti, hanno spiegato i carabinieri, anche freddo, il giovane racconta al suo migliore amico che il “primo motivo che lo ha spinto al suicidio rimarrà un segreto tutto personale e che nessuno saprà mai”. Poi, aggiunge, “il secondo è che voglio smettere di soffrire, il terzo è che, visto che prima o poi tutti se ne vanno, non ho paura di accelerare questo processo”.
Nel suo racconto affronta anche i modi con i quali aveva pensato, nel corso degli ultimi mesi, di uccidersi. “In un primo momento avevo pensato di buttarmi dalla finestra, ma poi ho pensato che qualcosa avrebbe potuto andare storto e mi sarei, magari, risvegliato in un letto di ospedale. Allora ho pensato al veleno - racconta con calma - e il cianuro era l’unica soluzione. Ma non sono riuscito a trovarlo. Quindi ho pensato alla pistola, è l’unico modo indolore”. Infine, sedendosi sul suo letto, parla anche di “Eros e Tanatos”, affrontando quindi il tema della tragedia greca su amore e morte.
F.L., ha raccontato il suo migliore amico ai carabinieri, aveva molte volte parlato dell’intenzione di togliersi la vita. Era un giovane brillante, colto, che considerava la morte una specie di “liberazione”. Il compito affidato al giovane amico che ha ricevuto la videocassetta era quello di fare alcune copie del messaggio e di distribuirlo a tutti i loro amici.
Ariel