Non un passo indietro,ma tutti un passo avanti

26 Febbraio,2008

Dal sito http://www.unaltrastoria.net

di Rita Borsellino

La Sicilia vive un momento davvero particolare, unico direi. Un momento in cui ci sono tutti i presupposti per creare una nuova maggioranza di governo che partendo dal centrosinistra possa coinvolgere tutte quelle singole persone e quei segmenti della società che vogliono impegnarsi per un cambiamento reale, fondato su un trinomio chiaro: legalità, sviluppo, sostenibilità. Ovvero su un’unità di progetto che dia risposte ai bisogni e ai sogni dei siciliani.

Sono convinta che oggi molto più che due anni fa questa unità sia realizzabile. E che rispetto ad essa si misuri la credibilità di ognuno.

Vedete, in tanti negli ultimi giorni mi hanno chiesto: “Lei farà un passo indietro per la Finocchiaro?”. Ho risposto: “Qui si tratta di fare tutti un passo avanti”. E badate, il mio non è un gioco di parole. Perché in Sicilia, ha ragione Anna Finocchiaro, “è tutto più difficile” e chi come me in questi anni si è misurato con le forti contraddizioni che l’isola esprime, lo sa bene. Perché qui a non vedere sbocchi sono tanto gli operai che gli industriali. E accanto agli operai edili di Palma di Montechiaro e dintorni che ancora emigrano in Germania e nel Nord Europa per poter lavorare, ci sono, ad esempio, i produttori vitivinicoli che prendono le vie del Mediterraneo e trasferiscono la produzione in Tunisia per evitarsi problemi burocratici e di commercializzazione. Perché ancora oggi e nonostante la pioggia di milioni di euro arrivati dall’Europa, la Sicilia piattaforma logistica del commercio e delle culture del Mediterraneo rimane solo un miraggio e l’isola è la regione di potenzialità inespresse, precariato, lavoro nero. La stessa dove abitano le famiglie più povere d’Italia. In una parola, rimane periferia, vittima del sicilianismo della classe politica che ha governato in questi anni e che ha svenduto tutto: dalle bellezze naturali e artistiche alla salute dei siciliani in cambio di mega inceneritori che insieme ai rifiuti bruceranno anche l’ennesima occasione di sviluppo e di ricchezza per i suoi abitanti, quella che dai rifiuti potrebbe arrivare.

In questi ultimi due anni mi sono impegnata per ridare alla politica la dignità che i cittadini chiedono a gran voce. E quando dico che c’è bisogno di un comune passo avanti, mi riferisco a questo: bisogna anteporre il bene collettivo alle ragioni personali o di partito e mettere le proprie qualità a disposizione di un progetto vero di cambiamento. Per questo ho detto no ad una poltrona sicura fuori dalla Sicilia come sostituzione al percorso intrapreso. Per questo e per il futuro della mia terra ho detto no anche alla proposta di Fausto Bertinotti di essere il numero due della Sinistra Arcobaleno. Per questo ho chiesto l’unità della coalizione. Anche quando di unità non parlava nessuno. Per questo e perché credo che il momento che viviamo sia unico, ho anteposto l’unità a qualsiasi altra cosa. Oggi, la società siciliana ha compiuto una saldatura tra i percorsi che molti di noi da anni mettiamo in campo a partire dalle stragi e gli omicidi di Paolo e Giovanni e, ancora prima, con la voglia di uomini come di Pio La Torre e Pier Santi Mattarella di affermare una politica nuova, e le spinte per un’economia libera. Oggi, nel nome di una cultura antimafiosa e di un’economia nuova si incontrano generazioni diverse ed è possibile realizzare un percorso vero di cambiamento.

Sul progetto per la Sicilia ci confronteremo in questi giorni sapendo bene che il cambiamento passa oltre che dalle scelte programmatiche, dalle identità, dalla credibilità di chi lo porta avanti e dai metodi.

In questi anni con il progetto Un’altra storia abbiamo provato e, in parte, ci siamo anche riusciti, a dar voce alla società e alle istanze che arrivavano dal basso: per una sanità più efficiente, per una società del merito, per una politica di servizio, per una partecipazione democratica alle scelte della politica, per il rispetto delle differenze e per la multiculturalità.

L’unità di progetto che mi auguro riusciremo a realizzare dovrà avere lo sguardo lungo e le orecchie grandi. Sguardo lungo per progettare il futuro insieme ai cittadini e alle categorie produttive e sociali, orecchie grandi per sapere ascoltare e trasformare in progetto le domande che arrivano dalla società. Lo dico anch’io: questa volta si può fare. E lo si può non nonostante ma grazie alle diverse identità che compongono il centrosinistra e che interpretano istanze diverse e lo stesso bisogno della politica: tornare ad essere specchio della realtà, servizio ed elaborazione per il bene comune.

 

Entry Filed under: Rita Borsellino, Sicilia, attualità, politica. .

1 Comment Add your own

  • 1. Davide  |  29 Febbraio,2008 at 11:30 pm

    Forza Rita! Forza Sicilia!!Da Campano auguro ad un’altra regione, dilaniata dalla criminalità, di conoscere sviluppo e pace! E soprattutto mi auguro che venga la fine della destra in Sicilia e che si dia la possibilità di governare anche al centro-sinistra!!

    <>.

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